Basket S.Arcangelo-Pontevecchio 53-57
(14-14;27-29;33-43;53-57)
Palasport Flaminio via Flaminia, 28 Rimini, 31 ottobre 2009 17:00
Avrei voluto presentarla la squadra a voi amici , e pure per fuori, un gesto cortese, anche solo per dire quanto quest’anno sarà difficile per l’under 14 PV, ma pure bellissimo, il campionato ‘elite’ fra le migliori squadre di regione, fra alcune delle migliori d’Italia. Avrei desiderato farlo prima che la prima palla a due fosse stata alzata al Pala Flaminio di Rimini, e non per mettere le mani avanti (e perché mai?), ma solo per rispetto dei miei boys , per dire loro che contano per me ben più di una classifica buona o di un’impresa. Non l’ho fatto per pigrizia e per un pizzico di scaramanzia.
Torniamo da Rimini con una pesante vittoria su S.Arcangelo (57-53), dopo aver controllato i primi due quarti , dominato il terzo e metà dell’ultimo (fino a un + 15), infine ceduto di gambe a un recupero dei romagnoli che sbatte però sul nostro orgoglio (infinito) e su 4 punti di fila di Jacopo che ci traghettano oltre il Rubicone. Per la seconda volta, perché a S.Arcangelo c’eravamo già venuti in amichevole, pure vinta (45-39) con Harold e Federico protagonisti assoluti. Ieri Harold era a casa con 39 di febbre e ‘Newton’era zoppo per un tirotto al tendine d’Achille. Assenti anche Schip in convalescenza, Elia sulle nevi, certo stavolta c’erano Max e Fortu, e si è visto.
Quindi stavolta, senza i due più veloci della squadra, senza il contropiede, abbiamo fatto 57 punti tutti a difesa schierata, in una partita dura, combattuta e meritatamente portata a casa. Mi era rimasta l’impressione di un certo calo finale dei ragazzi, fisico-mentale nell’ultimo periodo: ma se vai a leggere i nostri punteggi dei singoli quarti ti accorgi di una significativa regolarità, almeno in attacco (14, 15, 14, 14) che dice dell’equilibrio tattico in campo, e che non si butta via niente con grande concentrazione. E’ vero si lascia nel quarto tempo un 14-20 agli avversari (che erano crollati nel terzo tempo: solo 6 punti); ma Lorenzo sta in campo ‘34 e con lui Fortuzzi e qualcosa si perde per forza lungo la strada. Gli spettatori-genitori ci stanno per mandare a quel paese, ma poi esultano, anche se vedo occhi tesi e gonfi di rimproveri al termine della partita.
Siamo sempre noi: irriducibili, aspri, sporchi e cattivi. Con la bella faccia che ho sognato per questo gruppo che ha margine, margine, margine, tanto margine, se soltanto Max, Bonne, Dani ( e tutti gli altri) faranno un piccolo passo avanti, ogni allenamento.
Ieri un grande (ma insolito) Lorenzo (15) che sta in campo molto, fa tutto, tanta regia e tiro da fuori, spacca gambe, nella sua conversione a un gioco perimetrale che lo esalterà ancora di più. Grande Nico (6) per il tempo che si è conquistato in campo con tanta sicurezza e bei cesti da fuori, buoni minuti di Viola, prezioso e utile quanto non immaginava tempo fa sull’orlo di lasciarci per un porto troppo facile per lui. Poi, fra le guardie, il sacrificio di Federico (6), stavolta con pochi punti, ma con un cuore enorme. Ma sopra tutti qui Stefano Fortuzzi (12), con la sua migliore partita con me di sempre, rimbalzi, pure palla portata, punti in penetrazione, difesa 30’ sul migliore dei loro. E voleva giocare con una palla ovale che se lo ridice gliela faccio sparire dove non si può dire. E importanti minuti di Dani (che ci sblocca all’inizio: 4), la grinta irriducibile di Alex (1)(speriamo fra breve con altro repertorio offensivo, oltre la sua pigrizia mentale), poi Jacopo (10) che non è in grande giornata, sbaglia tanto, ma sputa sangue e poi alla fine mette i punti che contano (un jump shot dall’angolo e due liberi) e che ributtano indietro gli amici santarcangiolini. Bene Max (3), ma può fare tanto, tanto di più: non entrano Dodi, Branca, e Andrea Cavicchi, ma oltre al tifo, sono pronti a rendersi molto utili durante l’anno.
E’ un buon inizio, ci aspetta un campionato duro, l’incognita dell’influenza, della sorte, ma con la certezza di una solidità mentale e di gruppo che ci terrà in piedi quando si farà anche più dura e le cose gireranno meno bene (accadrà). Ma dura – si è visto ieri – è pure per chi vorrà metterci sotto.
Per ricordare un’immagine che usava il grande Gioan Brera: non siamo una squadra femmina.
Ciao, alla prossima,
(ad altiora), con grande orgoglio.
RV
* [‘per chi ha scelto di fare anche il latino] ‘con grande orgoglio’ non è la traduzione di ‘ad altiora’ . Vabbé.