08 febbraio 2010
Il team bolognese targato Cus, in sinergia con l'Hockey Team Bologna affiliato Pontevecchio, non si conferma campione d'Italia
Prima o poi il Cus Bologna si deciderà e chiederà ufficialmente di abolire gli anni pari. Se è vero, dati alla mano, che il Cus Bologna è sempre giunto in final four di hockey indoor dal 1996 a oggi, è altrettanto innegabile notare come i quattro titoli conquistati dal braccio sportivo dell'Alma Mater Studiorum siano arrivati solo in anni dispari. Lignano Sabbiadoro (Udine) e il suo impianto si confermano un tabù. Dopo aver perso ai rigori la semifinale con l'Uhc Adige, il Cus fa altrettanto anche nella finale di consolazione. Tempi regolamentari, con il Cus Padova, chiusi sull'1 a 1 (rete di Cesari), poi nulla di fatto fino ai rigori. Se contro l'Uhc Adige c'erano stati almeno dei tiri realizzati, con il Cus Padova sbagliano tutti, Cesari, Gadda, Martinelli e Amorosini. Al Cus Padova bastano così due rigori trasformati per chiudere la pratica e portare a casa un 3 a 1 che significa medaglia di bronzo.
Il Cus Bologna resta fuori dal podio nonostante avesse una squadra rodata ed esperta. Ma i rigori, sia in semifinale sia nella semifinale, sono risultati fatali. "Cancelliamo tutto - dice il team manager cussino Gianmario Borioni - e pensiamo solo alla Coppa. Il campionato non è andato come ci aspettavamo, peccato perché ci è mancata davvero un po' di fortuna. Ma tra due settimane ci sarà la Champions League, poule B, in casa nostra, al PalaCus. Vogliamo raccogliere un risultato davvero importante".
(ufficio stampa cus bologna asd)